Contatori di particelle Apex Lighthouse
compatibili con decontaminazione in VHP
by AM Instruments

I test effettuati assicurano il mantenimento della calibrazione
e l’integrità dell’elettronica anche dopo 2 anni di esposizione al VHP

Gamma Apex

La gamma Apex di Lighthouse ha un involucro sigillato in acciaio o in policarbonato, progettato specificamente per soddisfare i requisiti dell’industria farmaceutica. Senza alcuna fessura aperta dove particelle e contaminazione possono accumularsi, Apex  è uno dei contatori di particelle più puliti sul mercato. Con la tecnologia di sigillatura di alto grado, la probabilità che il VHP entri nei meccanismi interni è estremamente bassa.

Contatori di particelle Apex Lighthouse
compatibili con decontaminazione in VHP
by AM Instruments

I test effettuati assicurano il mantenimento della calibrazione
e l’integrità dell’elettronica anche dopo 2 anni di esposizione al VHP

Apex Lighthouse contatori di particelle

Gamma Apex

La gamma Apex di Lighthouse ha un involucro sigillato in acciaio o in policarbonato, progettato specificamente per soddisfare i requisiti dell’industria farmaceutica. Senza alcuna fessura aperta dove particelle e contaminazione possono accumularsi, Apex  è uno dei contatori di particelle più puliti sul mercato. Con la tecnologia di sigillatura di alto grado, la probabilità che il VHP entri nei meccanismi interni è estremamente bassa.

Malgrado la sua aggressività, il VHP è utilizzato frequentemente per decontaminare strutture, isolatori, pass-box o piccoli ambienti classificati. Una delle maggiori criticità risiede nell’applicazione del VHP sui contatori di particelle.

Come può il VHP influenzare un contatore di particelle?

Come è noto il VHP ha un forte potere ossidante. Le superfici in acciaio inossidabile così come l’alluminio, dopo un certo periodo di tempo subiscono un processo di ossidazione evidente che compromette in modo irreversibile la calibrazione dei contatori. Pertanto, la compatibilità del materiale è un fattore cruciale, soprattutto quando si trasferiscono attrezzature in una camera bianca.

Test e analisi

Apex R5P

A fini analitici, sono stati immersi in 30% di H2O2 i campioni di materiale dell’involucro di Apex R5P, nello specifico:

  1. specchi e aperture per 48 ore senza alcuna degradazione misurabile.
  2. la superficie ottica del fotodiodo per 92 ore senza degradazione rilevabile.

Oltre all’ispezione visiva quotidiana che non ha rilevato alcuna alterazione, lo spessore dei materiali non ha subito alcuna variazione dopo l’esecuzione dei test.

Inoltre, Bioquell e Lighthouse hanno testato Apex R5P e Apex SmartBracket prima, durante e dopo l’esposizione al H2O2 vaporizzato. Due cicli di test al giorno sono stati ripetuti per venti giorni, ogni esposizione è durata da 1 a 1,5 ore. I risultati della calibrazione prima e dopo i test H2O2 vaporizzato hanno restituito parametri identici, senza alcuna degradazione delle prestazioni.

Apex Z

I contatori di particelle portatili Apex Z sono utilizzati per applicazioni di monitoraggio e certificazione in camera bianca e sono costituiti da un involucro in policarbonato.

Per una settimana i campioni di materiale del corpo esterno dell’Apex Z sono stati completamente immersi in ciascuna soluzione:

  • Ipoclorito di sodio (candeggina) 8,25%
  • Alcool isopropilico 70%
  • Perossido di idrogeno 35%
  • Spore Klenz (di Steris) 1% H2O2 e 0,08% acido perossiacetico

Alla fine dei test lo spessore del materiale non ha avuto alcun impatto significativo e non è stato osservato alcuno scolorimento sul materiale o alcun segno di degradazione.

Totale compatibilità

Apex R5P e Apex SmartBracket sono progettati per fornire piena affidabilità negli ambienti in cui si usa H2O2 vaporizzato. I materiali e la superficie forniscono un’eccellente protezione dallo sbiancamento e dalla degradazione ossidativa dell’H2O2 vaporizzato. L’Apex Z supporta e supera i requisiti FDA ALCOA con il sensore più avanzato sul mercato che può garantire l’integrità dei vostri dati.

Studio Coronavirus

Un nuovo studio condotto dal CDC (Centers of Diseases Control and Prevention) ha dimostrato che il Coronavirus può sopravvivere su molteplici superfici, quali scarpe e pavimenti.

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