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I nostri sistemi con tecnologia iHP™ sono particolarmente indicati per le strutture ospedaliere in quanto eccellenti alleati per la drastica riduzione dei rischi legati all’insorgenza di infezioni nosocomiali. * 

Con tempi di ciclo estremamente ridotti, il nostro sistema di biodecontaminazione ambientale e delle superfici, assicura un abbattimento microbico fino a 6 Log, in totale sicurezza e senza alcuna necessità di condizionamento degli ambienti trattati. 

AM Instruments può intervenire sia direttamente che conto terzi con interventi rapidi ed efficaci e  con un team specializzato. Le nostre competenze riguardano tutte le procedure che la struttura sanitaria può attivare sia in fase preventiva che in caso di infezione già in atto. 

Perché affidarsi alla nostra tecnologia per la biodecontaminazione delle vostre strutture: 

  • Utilizzo di soluzione sanitizzante con bassa concentrazione di H2O2 ionizzato 
  • Soluzione sanitizzante inodore 
  • Alta compatibilità materiali (vetro, PVC, laminati, elettronica sensibile e metalli, tra cui acciaio inossidabile, alluminio etc) 
  • Nessuna presenza di residui dopo il trattamento  
  • utilizzo di strumentazione completamente portatile semplice e sicura 
  • Tempi di sanitizzazione rapidi  
  • Raggiungimento di abbattimento microbico ≥ Log6 

I vantaggi dei nostri servizi 

  • Flessibilità di intervento anche in giornate festive  
  • Servizio facilmente integrabile con le procedure di pulizia 
  • Abbattimento microbico anche nei punti più critici e difficilmente raggiungibili  
  • Personale tecnico attento alla sicurezza dell’area

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NELL’UNIONE EUROPEA PIU’ DI 4.000.000 DI PERSONE SONO COLPITE DA INFEZIONI OSPEDALIERE

Le infezioni ospedaliere sono state dichiarate dall’OMS un problema rilevante per la salute pubblica; hanno infatti un forte influsso sulla salute dei cittadini, oltre che un considerevole impatto economico. La possibilità di insorgenza di un’infezione nosocomiale durante un ricovero è alta ed è strettamente legata allo stato immunitario del paziente, al tipo di intervento effettuato, ai giorni di ricovero ma, anche, alle procedure preventive messe in atto dalla struttura che, se ben attuate, possono ridurre di molto il rischio di insorgenza.

In Italia le infezioni ospedaliere causano ogni anno più vittime degli incidenti stradali: tra 4500 e 7000 decessi contro 3283 vittime della strada (dati Istat del 2016). La conferma proviene da Epicentro, il portale curato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, secondo il quale ogni anno circa il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione ospedaliera. Parliamo di quasi 700 mila casi, dovuti soprattutto a infezioni urinarie, della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi. Di queste, si stima che circa il 30% siano potenzialmente prevenibili (dalle 190 alle 230 mila) e che siano direttamente causa del decesso nell’1% dei casi. Oltre ad essere un problema sanitario, le infezioni sono un fenomeno dal notevole impatto socio economico: una singola infezione ospedaliera ha un costo di circa 9.000-10.500 euro ed è causa di un prolungamento della degenza del 7,5-10% delle giornate di ricovero. In questo scenario, le SSI (Surgical Site Infections) sono tra le più costose. Complessivamente, il 30% delle ICA (135 – 210 mila casi) è potenzialmente prevenibile ed evitabile.